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Questa è prima di tutto una bella storia, una storia vera che ci ha sorpreso e coinvolto e che ricorderemo a lungo con tanto affetto comunque vada a finire. Una storia fatta di idee brillanti, di talenti ma soprattutto di spontanea e sincera solidarietà, di persone con un cuore grande e con tanta passione.

C’era una volta, in via Costituzione, un laboratorio dove le sorelle Cristina e Stefania Ariu disegnano, modellano e infornano ceramiche di grande pregio a fianco di “Sa Tracca” dove Efisio, Patrizia e Claudia sfornano pizze accuratamente lavorate con il lievito madre ed altre prelibate e genuine pietanze per il piacere dei loro avventori.

Cattura

Una sera di fine inverno, chiacchierando in allegria con su “bixinau” di via Costituzione ci è stato chiesto:

“Ma voi avete un progetto nascosto che vi sta particolarmente a cuore?” 

Siccome ci sembravano molto simpatici, abbiamo subito raccontato una nostra idea ancora segreta ma già messa a punto. 

“Si, da un po’ di tempo abbiamo in testa una idea che nasce dalla nostra esperienza e che chiamiamo – Fablab Sociale – sapete cos’è un Fablab?” 

“Ma raccontate! Cos’ha di speciale il vostro Fablab?” 

“Partiamo dal Fablab, laboratorio di fabbricazione digitale organizzato secondo un preciso modello definito nel 2005 dal celebre dipartimento “Bits & Atoms“, diretto da Neil Gershenfeld, del M.I.T. di Boston e codificati nella Fab Charter. Nasce per offrire i suoi servizi al proprio territorio (bixinau mannu?), permettendo al tessuto sociale ed imprenditoriale di condividere conoscenze, mezzi, strumenti e macchinari, favorendo lo sviluppo di progetti innovativi, la partecipazione collaborativa e l’accesso alle tecnologie digitali. E’ un’idea favolosa che coniuga cultura tecnica e cultura sociale, e sta avendo una rapida diffusione. Tutti i FabLab sono collegati tra loro in una rete globale di condivisione di conoscenze ed esperienze dove vorremo partecipare anche noi. La nostra idea sposa per intero la filosofia della Fab Charter ma in più ha un’attenzione particolare per le persone con autismo con interessi per l’informatica e le nuove tecnologie, tipicamente “high funcioning autism” e non solo. Pensiamo che una Fablab sociale con il dovuto supporto specialistico per le persone con autismo possa diventare un luogo di integrazione vera ed un luogo dove costruire un lavoro vero." 

“Davvero una bella idea, ci piace moltissimo. E’ molto interessante ma quanto può costare?”

“Da una piccola ricerca ed abbiamo parlato con persone che conoscono la tecnologia e sembra che per sistemare un locale, acquistare delle stampanti, materiale consumabile, un po’ di formazione e di supporto possano servire 20/30 mila euro. - La speranza è che dopo un periodo iniziale di lancio possa autosostenersi o quasi attraverso la produzione della Fablab stessa. “ 

“Ma cosa potrebbe produrre?” 

“Ci piacerebbe molto costruire supporti su misura che possano aiutare a superare eventuali handicap in persone con disabilità, per farti un esempio pensa a come un esoscheletro può cambiare la vita a delle persone ma anche ad altri supporti più semplici. – Ed ncora possiamo pensare a dei giochi studiati apposta per chi ha delle difficoltà “ 

“Interessante, un modo di autosostenersi rendendosi utile per chi ha maggiori difficoltà, un Fablab sostenibile e solidale!” 

“Senza escludere lavorazioni in collaborazione o a complemento di altri lavori con altri artigiani o con i laboratori della Casa di Peter Pan. – Cercheremo di supportarli con professionalità che conoscono il mercato e che hanno buone capacità di design e con una buona comunicazione “ 

“Alla fine, è sempre necessario lavorare in rete per riuscire a sviluppare conoscenze ed opportunità – ma possiamo aiutarvi anche noi?” 

“Il vostro talento artistico e la conoscenza del mercato possono essere certamente utili per il progetto “ 

“Di questo ne parliamo dopo, ora noi vorremo organizzare una raccolta fondi per il vostro progetto. L’abbiamo già fatto ed abbiamo tanti amici che ci aiuteranno di sicuro. “ 

“Siete formidabili, certo che si! E contate, per quel che possiamo, sulla nostra collaborazione, ma come vorreste fare? “ 

“Facciamo festa, facciamo Bai e Dona in Via Costituzione!” 

“Partiamo! Diteci come possiamo collaborare “ 

Questo è stato l’inizio di una grande festa dove pian piano si sono unite tantissime persone, artisti, scrittori, persone del mondo della cultura e dell'arte e tante aziende che hanno offerto il proprio sostegno. Parteciperà con noi l'AVIS e chiunque donerà il sangue dal 20 giugno al 15 di Luglio sarà ospite d'onore della serata. Hanno aderito Francesco Frisco Abate, Massimiliano Medde e Jacopo Cullin con la loro solita disponibilità presenteranno la serata di festa. 

Cristina e Stefania inventano ogni giorno un nuovo pezzo della festa e cercano di coordinare i tanti che si aggiungono, Efisio, Patrizia e Claudia stanno pensando alle centinaia di aperitivi che offriranno coinvolgendo tanti marchi dell'enologia e dell'alimentare di qualità, Elena e Luchino pensano alla promozione spiegando ed illustrando la festa ed il progetto, Barbara studia gli allestimenti e fa collezione di domande ed autorizzazioni. Nei laboratori della Casa di Peter Pan c'è grande fermento e tutti lavorano con la collaborazione del nostro staff di educatori, Roberta e Valentina, nel laboratorio di tessitura stanno preparando una bella sorpresa da mettere all'asta, Sandra, Alessandra, Rita, Caterina, Paolina, Donata, Lina e Pina insieme a Gianni, Giorgio e Raffaele preparano gli allestimenti che illumineranno via Costituzione il giorno della festa, Daniele cerca di seguire le indicazioni di tutti e prova a non dimenticar nessuno sponsor nel preparare il piano di comunicazione di Bai e Dona. 

sponsor

E domenica 15 Luglio in via Costituzione alle ore 19,30 ci saremo tutti per ringraziare e per far festa felici di poter dire insieme a voi iampeterpan!!

#Facciamofesta; #BaieDona; #integrazionevera; #costruiamounlavorovero; #iamPeterPan; 

 

 

 

 

 

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