Queste caratteristiche, tal volta portano a giustificare un certo grado di deresponsabilizzazione della gestione. Capita di sentire ragionamenti di questo tipo: “lo faccio gratis, non gradisco regole o paletti che delimitano la mia azione”. Una discussione frequente alla quale tutti abbiamo partecipato almeno una volta riguarda il seguente ragionamento: “io non apprezzo questa gestione aziendalistica, noi siamo una onlus”. Intendendo con ciò che cosa? Forse affermando che una gestione efficiente toglie spontaneità, libertà e naturalezza alle attività della organizzazione? Può essere, ma non convince, una buona gestione ha il solo effetto di massimizzare i risultati e non certo di limitarli.

E’ vero che la logica non lucrativa ed il volontariato caratterizzano gli enti no profit, ma è anche vero che questa specificità non li dispensa affatto da responsabilità. Basta pensare alle attese dei beneficiari e dei donatori, alla disponibilità dei volontari e dei dipendenti: non si deve mai dimenticare che si lavora con risorse umane e finanziarie, che spesso derivano da contributi e donazioni.

E’ quindi un obbligo utilizzare al meglio le risorse disponibili e dotarsi di strumenti adeguati, a partire dalla loro stessa struttura organizzativa, affinché le risorse vengano utilizzate nel perseguimento dello scopo sociale col massimo grado di efficienza, efficacia e sostenibilità possibile, nel  rispetto dei diritti, purché legittimi, dei portatori di interessi (o “stakeholder”), non foss'altro che per rispetto e riconoscimento morale di tutti coloro che contribuiscono alle risorse: i volontari, i dipendenti, i donatori e chiunque apporti qualcosa per il perseguimento della mission (lavoro, finanziamenti, ecc.).

E quando si parla di strumenti adeguati bisogna certamente includere, oltre che gli strumenti di normale gestione ed organizzazione, anche tutto ciò che occorre per misurare i risultati e rendicontare agli interessati  cosa si fa,  come lo si fa e quali risorse sono state utilizzate.

Il fatto che un’organizzazione non profit si autodefinisce "mission oriented", non significa molto e non può essere una informazione sufficiente agli occhi della società civile, sopratutto se la mission non viene comunicata in maniera efficace ai propri stakeholder e se non vengono rilevati e comunicati costantemente i risultati raggiunti .

Nel Libro Verde della Commissione UE “Promuovere un quadro europeo per la CSR” la Corporate Social Responsibility è definita come: “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici, ma anche andare al di là, investendo “di più”

• nel capitale umano,
• nell’ambiente
• e nei rapporti con le altre parti interessate”.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Lasciaci la tua e-mail, ti terremo aggiornato!

Grazie per la tua mail!